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Aiutaci a crescere - Regalaci un libro

Lun, 18/11/2019

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“Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia”
(Luis Sepùlveda)

Grazie al sostegno del pubblico di Poietika 2019, la libreria “Giunti al Punto” di Campobasso, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione“Aiutaci a crescere. Regalaci un libro”, martedì 19 novembre alle ore 12 porterà in dono 30 libri per bambini, presso l’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale regionale Cardarelli.
La donazione rappresenta il 15% degli incassi avuti dal punto vendita della libreria nell’ultima edizione di Poietika, grazie all’acquisto delle opere degli autori presenti durante le tappe del festival.
Ringraziando sin da ora la Regione Molise, Poietika Art Festival metterà in campo un’attenzione particolare verso l’infanzia quando, dalla prossima edizione, grazie all’impegno di Spinoza Costruzioni, realizzerà laboratori di lettura per i più piccoli.
 

“Morire, dormire, forse sognare” - Applausi a scena aperta per i New Trolls

Gio, 14/11/2019
 
New-trolls-recensione.jpgApplausi a scena aperta per i New Trolls al Teatro Savoia di Campobasso. Si è concluso col pubblico tutto in piedi e un fragoroso battimani il primo dei due concerti (12 e 13 novembre ore 21) organizzati dalla Fondazione Molise Cultura nell’ambito del cartellone di eventi programmati per la stagione 2019/20. Una standing ovation preceduta dall’applauso convinto ed entusiasta di un pubblico attento e competente che ha inframezzato tuti i brani proposti dal gruppo guidato da Vittorio De Scalzi. Una performance che ha ripercorso i fasti del “Concerto grosso”, primo e secondo, che ha reso celebre la band all’alba e durante gli anni ’70. Questo, e non solo, perché il gruppo ha poi aggiunto dei bonus alla serata: l’ideale terza parte del Concerto, insieme ad altri classici del gruppo genovese rivisitati e arrangiati in chiave cantautorale con sonorità sofisticate e diverse dai classici schemi della canzone melodica italiana.


Quello del “Concerto grosso” è uno schema classico dove sullo stesso palco si alternano e dialogano l’orchestra, da una parte, e un gruppo di altri musicisti dall’altra. L’intuizione avuta dai New Trolls insieme al Maestro Luis Bacalov che ne scrisse la partitura, è quella di aver sostituito nel “Concerto grosso” il gruppo di musicisti classici con una rock band. Quello che nacque fu una fusione tra due generi, la musica barocca e il rock, che ha incontrato allora come ora i favori del pubblico e della critica.


Tre i movimenti che hanno aperto la serata e che hanno ripercorso integralmente il disco del 1971: Allegro, Adagio e Andante, così come composti dal premio Nobel (Il postino di Neruda) Louis Bacalov. Sin dalle prime battute, familiari ad un pubblico allenato alla grande musica progressive, si intuisce una delle sorprese della serata che contribuirà a rendere memorabile la performance dei New Trolls. Stiamo parlando dell’orchestra Stilnovo diretta dal maestro Roberto Izzo. Un ensemble di eccellenti professionisti che ha dialogato in maniera impeccabile con la band di De Scalzi. Eseguite alla lettera le partiture di Bacalov, arricchite da improvvisazioni di altissimo livello, come quella tra la chitarra elettrica di Andrea Maddalone e il violino di Roberto Izzo che ha chiuso il secondo movimento. Suggestivo, dopo il terzo movimento, l’Andante, l’omaggio a Jimi Hendrix. Un “quarto movimento anomalo", come lo ha definito De Scalzi, composto dai New Trolls subito dopo la morte del leggendario chitarrista americano.


Tra l’esecuzione del primo e del secondo “Concerto grosso” la band, composta oltre che da De Scalzi e dal citato Maddalone, da Roberto Tiranti al basso e Lorenzo Ottonello alla batteria, ha riproposto due brani antecedenti, “Signore Io Sono Irish”, tratto dal primo album dei New Trolls, “Senza Orario e Senza Bandiera”, uscito nel 1968 e nato dalla collaborazione con Fabrizio De Andrè, Giampiero Reverberi e il poeta Riccardo Mannerini, a cui è seguito “Una Miniera”, pezzo uscito come disco singolo nel 1969 e dedicato al drammatico tema, purtroppo ancora di attualità, delle morti sul lavoro. Scavando sempre nel repertorio passato, il terzo brano proposto prima di “Concerto grosso n. 2” è stato “St. Peter’s Day”, tratto dall’album “Searcing For A Land” del 1972, disco composto interamente in inglese. Sono tante le citazioni contenute in quest’ultimo pezzo, dall’architettura musicale alla Genesis ai fraseggi di chitarra e ai cori che richiamano in alcuni passaggi gli Amazing Blondel.


E arriviamo al 1976, quando esce la seconda parte di “Concerto grosso n. 2”. Anche questo lavoro, scrito sempre da Bacalov, è una composizione in tre movimenti come la precedente. Quello che cambia, dal ’71 al ’76, è la tecnologia e la possibilità di utilizzare nuovi sintetizzatori, una virata verso territori musicali inesplorati che sono apparsi come per magia al Savoia quando le dita di De Scalzi, scorrendo sulla tastiera Roland, hanno partorito una sezione di trombe e di fiati mirabilmente sintetizzati dai circuiti elettrici. Anche qui, dopo i tre tempi, altre citazioni dal passato. E’ il caso de “Le Roi Soleil”, rock progressive all’estrema potenza, presente sul secondo lato di “Concerto grosso n. 2”, una facciata molto diversa dalla principale, come accaduto con il disco precedente dove sul lato B di “Concerto Grosso per i New Trolls” c’era una lunghissima improvvisazione della band di oltre ventidue minuti. Per il battimani di un pubblico estremamente coinvolto, composto da palati fini, c’è spazio anche per una cover di Gilbert Becaud, “Je t’appartiens” ribattezzata “Let It Be Me”, “una canzone che - dice De Scalzi tornando indietro nella notte dei tempi - ascoltavamo in un posto chiamato Club ’64, quando il termine Dj ancora non esisteva ma si diceva, semplicemente, ‘quello che mette i dischi’”. Il canto in falsetto, i cori, l’impasto vocale raffinato, un finto colpo di tosse a cui segue una ripartenza perfetta a più voci, il finale blues sono gli ingredienti che fanno di “Let It Be Me” un altro dei punti alti della serata.


Andando avanti, ai primi due si aggiunge un terzo tempo per “Concerto grosso”. Bacalov non c’è più ma il confronto tra i New Trolls e la musica barocca continua anche negli anni duemila. L’ideale seguito dei due precedenti prende il nome di “The Seven Seasons” (2007). Le “sette stagioni” si aprono con una overture a cui segue un divertissement chiamato “Barocco ‘n Roll”, violini e orchestra mescolati al classico riff del rock and roll. Alle schitarrate segue, quasi per contrappasso, un tempo “larghetto” e un suono meraviglioso di oboe che si alza dall’orchestra Stilnovo introduce il brano “One Magic Night”, impreziosito dalla voce soprano di Flavia Colagioia, una presenza femminile che appare solo per pochi minuti, un cameo che rappresenta però un momento altissimo del concerto. Il tempo “ostinato” della title track, “The Seven Season”, introdotta dal violino del maestro Izzo, chiude la parte concertistica della serata. E poi … poi il resto. Cinquant’anni di carriera sono tanti e c’è spazio per un paio di classici pop dei New Trolls, completamente rivisitati e sui quali svetta la chitarra acustica suonata da De Scalzi. Il salto nel tempo torna al 1978 con “Aldebaran” e una versione di “Quella Carezza della Sera” eseguita alla James Taylor. Il pubblico sembra trapassato da una scarica elettrica e canta in coro quello che poteva apparire un punto di caduta del concerto una volta lasciata la musica barocca e il progressive e che, invece, trasfigurata da De Scalzi e soci diventa un regalo inatteso. E poi il finale, con due citazioni. La prima per la gente che ancora muore di lavoro, e la band che esegue nuovamente “Una Miniera”, e poi la citazione più alta di tutta la musica suonata, di tutte le sere passate con gli strumenti in mano, di tutti i palchi calcati, di tutti i chilometri percorsi in lungo e in largo per l’Italia e fuori dal Paese: Shakespeare. Il gruppo chiude con un bis dalla suggestione straordinaria: l’Adagio, il secondo movimento da “Concerto Grosso per i New Trolls”. “To die, to sleep, maybe to dream”, “morire, dormire, forse sognare”: De Scalzi canta uno dei versi più famosi dell’Amleto shakespeariano. Si ha la sensazione che quel tempo d’oro, incastonato all’alba dei ’70, dato per morto, sia solo un tempo rimasto addormentato, un tempo sognato che il pubblico presente al Savoia, per una notte, è tornato a sognare. Si accendono le luci. Tutti in piedi a battere le mani per i New Trolls che, come sciamani, hanno rimesso indietro le lancette del tempo, e per l’orchestra Stilnovo, tutta fatta da giovani e da gente che in quel tempo passato non c’era ma che ha dimostrato, senza alcun dubbio, che ci poteva stare a testa alta.

Molise Flash - Giada De Santis, Reenact in esposizione alla Gil il forte legame con il Molise - Mostra fotografica

Gio, 14/11/2019

 Dal 20 novembre al 1 dicembre 2019
Da Martedì al sabato dalle ore 10. 00 / 13.00 e dalle 17:00 / 20.00
Domenica 17.00 / 20.00
Palazzo GIL

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L'intenso e profondo legame con il Molise in cui il tempo pare essersi fermato, nelle immagini intessute di terra e sangue. Stacchi atemporali, finestre nella memoria dello spirito molisano.
L'orologio si ferma, nelle piaghe di una storia sussurrata, umile e genuina. Sono queste le emozioni della mostra Reenact che raccoglie le splendide immagini della giovane fotografa Giada De Santis. La mostra è aperta al palazzo Gil con ingresso in via Gorizia, dal 20 novembre fino al 1 dicembre, questi gli orari: dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, la domenica dalle 17 alle 20.
L'esposizione rientra nel progetto "Molise Flash", l'iniziativa di valorizzazione dei talenti locali, accanto ai grandi nomi che la Fondazione Molise Cultura ha ospitato per celebrare l'anno della fotografia.

 

Molise Flash - Il volto di un paese, le emozioni raccolte da Francesca Perrotta - Mostra fotografica

Gio, 14/11/2019

Martedì 12 novembre al 24 novmbre 2019

Da Martedì al sabato dalle ore 10. 00 / 13.00 e dalle 17:00 / 20.00
Domenica 17.00 / 20.00
Palazzo GIL

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Realizzare un archivio con tutti i volti degli abitanti di Montelongo. È questo l'obiettivo di Francesca Perrotta, la giovane fotografa di Montelongo che ha raccolto tutti i volti delle persone del paese che pian piano stanno scomparendo. Le foto sono in bianco e nero, realizzate con luce naturale. La mostra è aperta al palazzo Gil con ingresso in via Gorizia, dal 12 al 24 novembre, questi gli orari: dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, la domenica dalle 17 alle 20.
L'esposizione rientra nel progetto "Molise Flash", l'iniziativa di valorizzazione dei talenti locali, accanto ai grandi nomi che la Fondazione Molise Cultura ha ospitato per celebrare l'anno della fotografia.

 

 

Prevendita spettacoli stagione teatrale 2019-20 dal 15 novembre

Mar, 12/11/2019
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Dal 15 novembre è attiva la prevendita per tutti gli spettacoli della Stagione Teatrale della Fondazione Molise Cultura al Teatro Savoia e dei concerti fuori abbonamento (PFM e Banco del Mutuo Soccorso).

 

BOTTEGHINO
PALAZZO GIL
Via Milano, 15
86100 - CAMPOBASSO
Tel. 0874 437386
Per i biglietti on line clicca qui
 
ORARI
LUNEDI
15:00-18:00
MERCOLEDI
15:00-18:00
VENERDI
11.00 – 13.00
 

Domani 8 novembre botteghino chiuso

Gio, 07/11/2019
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Nella giornata di venerdì 8 novembre 2019 il botteghino rimarrà chiuso.
Riaprirà domenica 10 novembre 2019 alle ore 16.00 in Piazza Prefettura.

La prevendita di tutti gli altri spettacoli avrà inizio Venerdì 15 novembre 2019 alle ore 11.00 presso il botteghino del Palazzo GIL.

 

Intervista a Vittorio De Scalzi - New Trolls

Lun, 04/11/2019
Scalzi.jpgVittorio De Scalzi, uno dei fondatori e leader dei New Trolls compie settant’anni. Lo abbiamo intervistato in attesa dei prossimi concerti al Teatro Savoia di Campobasso (12 e 13 novembre – ore 21). Due performance molto attese nel corso delle quali i New Trolls, accompagnati dall’Orchestra Stilnovo, eseguiranno l’intera opera rock “Concerto Grosso”.
 
“Noi eravamo beatlesiani di ferro ma la sorte ha voluto che aprissimo i concerti dei Rolling Stones in Italia”. A parlare è Vittorio De Scalzi, fondatore dei New Trolls. Ricorda quell’esperienza determinante per la storia del gruppo, poi scoppia in una risata fragorosa. Si apre così l’intervista a uno dei leader della storica band genovese che il prossimo 12 e 13 Novembre (Teatro Savoia, ore 21) porterà in scena a Campobasso una delle pietre miliari della musica progressive italiana: “Concerto Grosso”. Insieme all’orchestra molisana “Stilnovo”, Vittorio De Scalzi, che è accompagnato da Roberto Tiranti al basso, Andrea Maddalone alla chitarra e Lorenzo Ottonello alla batteria, eseguirà l’intera opera rock apparsa in due leggendari album: “Concerto Grosso per i New Trolls” (1971) e Concerto Grosso n. 2 (1976).


De Scalzi, come nasce l’idea di “Concerto Grosso”?
L’idea fu del nostro produttore, Sergio Bardotti e nasce come colonna sonora di un film al quale stava già lavorando Luis Bakalov: “La vittima designata”. E’ la storia di un suicidio su commissione, una “trama rock”, come la definì Bardotti. Fu lui che propose a Bakalov, che stava scrivendo un partitura barocca, di avviare un esperimento di fusione con le sonorità rock. Lo schema che abbiamo seguito è quello tipico del Concerto Grosso, con tre movimenti (Allegro, Adagio e Andante) e due gruppi di musicisti (l’orchestra e noi) che dialogano tra loro.


Quali sono stati i vostri riferimenti musicali; cosa ascoltavate all’epoca?
Noi eravamo beatlesiani di ferro ma è con i Rolling Stones che ci siamo avvicinati al rock. Nel 1967 siamo stati chiamati ad aprire il Tour italiano della band di Mick Jagger e Keith Richards, già popolarissima all’ora. Furono quindi i rivali dei Beatles ad alimentare l’attenzione verso il la musica rock. In Concerto Grosso, ad esempio, c’è una esplicita dedica a Jimi Hendrix con la canzone “Shadows”. I “Vanilla Fudge” furono un altro nostro riferimento, specie per i cori. A me poi piacevano molto i Young Rascals, un gruppo di soul bianco, gli autori di Good Lovin’.


Facciamo un passo indietro, al 1968, al vostro disco di esordio: “Senza Orario e Senza Bandiera”. Un disco innovativo sul piano discografico.
Si, fu il primo concept disc italiano. All’epoca gli LP erano più che altro raccolte di 45 giri precedentemente pubblicati. In questo caso si trattava invece di una serie originale di canzoni, tenute insieme da un tema principale. Ad ispirarci furono i Beatles, i nostri beniamini, che l’anno prima avevano pubblicato Sgt. Pepper. “Senza Orario e Senza Bandiera” fu una rivoluzione in tutti i sensi sul piano discografico: vendette oltre cento trentamila copie e nacque dalla collaborazione con Fabrizio De Andrè, Giampiero Reverberi e il poeta Riccardo Mannerini, un poeta “maledetto” e anarchico. Ricordo un episodio buffo, che per esercitarci in quella circostanza cantavamo le canzoni in un finto inglese (scoppia di nuova a ridere ndr).


A “Concerto Grosso per i New Trolls”, che è del 1971, segue nel 1976 “Concerto Grosso n. 2”, un album che solo in parte ripercorre le orme del precedente.
Il disco nasce sempre dalla collaborazione con Luis Bacalov e, come il precedente, ha due facciate diverse tra loro. In entrambi i dischi il lato A è interamente progressive, mentre le cose cambiano sul lato B. In Concerto Gosso n. 1 la seconda parte è una lunga improvvisazione del gruppo in studio, mentre in Concerto grosso n. 2 appaiono canzoni dal taglio più melodico, anche in inglese e francese.


Tornare sul palco sia col primo che col secondo Concerto Grosso che effetto ha avuto sul pubblico?
C’è entusiasmo e apprezzamento per canzoni che raramente possono essere ascoltate dal vivo. E’ così in Italia e anche all’estero: dal Messico al Giappone alla Corea. In Oriente siamo considerati nell’Olimpo della grande musica progressive insieme a King Crimson e Genesis. In Corea il primo brano di “Concerto Grosso n. 1” è diventato la sigla di un programma televisivo.


Oltre Concerto Grosso, ci sono altri brani del vostro repertorio che eseguite?
Certo, è il prezzo della vecchiaia – dice De Scalzi scoppia a ridere ndr -. La storia dei New Trolls è molto lunga, così come il repertorio. La scaletta non è fissa, ma insieme a Concerto Grosso ci sono anche altri brani. Dipende anche dall’umore del pubblico, ogni sera è una sera diversa.
 
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New Trolls, “Concerto Grosso” - In scena la grande storia del “progressive” italiano

Gio, 24/10/2019

Teatro Savoia – Campobasso

12 e 13 novembre (ore 21)

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Concepita come la colonna sonora di un film interpretato da Thomas Milan e Pierre Clementi (“La vittima designata” del regista Maurizio Lucidi), “Concerto Grosso” diventa in breve tempo una delle opere più importanti, se non la più importante, del rock progressive italiano. Il disco, “Concerto Grosso per i New Trolls”, è del 1971 e rappresenta una decisa svolta nella carriera del gruppo, sino a quel momento orientato verso sonorità melodiche corrette da venature rock e psichedeliche (negli ascolti della band ci sono Jimi Hendrix, Vanilla Fudge, Iron Butterfly, Deep Purple). L’album d’esordio dei New Trolls, quello che precede la svolta verso il genere progressive, “Senza Orario e Senza Bandiera”, è del 1968 e nasce dalla collaborazione con Fabrizio De Andrè, Giampiero Reverberi e col poeta Riccardo Mannerini. Il risultato è uno splendido concept album (il primo in Italia) che riesce a coniugare melodia italiana e rock. “Signore, io sono Irish” uno dei brani di maggior successo di quel disco, lo ritroveremo poi in “Concerto Grosso n. 2”.

Arriviamo al 1971, a “Concerto Grosso per i New Trolls”, secondo e decisivo album del gruppo. La prima parte del disco è scritta quasi tutta dal compositore argentino e futuro premio oscar con “Il postino di Neruda” (1995), Luis Enriquez Bakalov. A lui va il merito di un esperimento felice, quello della fusione tra musica barocca e rock. Il disco, che vede Vittorio De Scalzi alle tastiere, Gianni Belleno alla batteria, Nico Di Palo alla chitarra e Giorgio D’Adamo al basso, si divide in tre movimenti: Allegro, Adagio e Andante. Una sequenza nella quale entrano citazioni che attraversano lo spazio e il tempo: dal ‘700 (Allegro) a Shakespeare (Adagio e Andante) a Jimi Hendrix (la canzone “Shadows” è un dedica esplicita al chitarrista). La seconda parte, il lato B del disco, è occupata da un solo brano, “Nella Sala Vuota”; si tratta di improvvisazioni della band eseguite in diretta.

Nel 1976 i New Trolls raddoppiano con “Concerto Grosso n. 2”, disco che anche in questo caso nasce dalla collaborazione con Luis Bacalov. Il disco, anche in questo caso, riceve un buon successo di pubblico ma con giudizi contrastanti da parte della critica. Molto diverse sono le due facciate: sul primo lato del disco prosegue l’esperimento di fusione tra musica classica e rock, col risultato di un progressive di altissimo livello, mentre sulla seconda facciata il gruppo vira decisamente verso la canzone melodica italiana.

L’intera opera, “Concerto Grosso per i New Trolls” e “Concerto Grosso n. 2” sarà in scena a Campobasso il 12 e 13 novembre al Teatro Savoia (ore 21). Uno spettacolo accompagnato da un successo di pubblico e critica che sta facendo tappa nei principali teatri e sale italiane. Due serate imperdibili in compagnia della grande musica progressive italiana.

Nei due concerti i New Trolls saranno accompagnati dall'orchestra molisana Stilnovo Ensemble,

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I biglietti sono in vendita a Campobasso presso la biglietteria di Palazzo Gil, in via Milano, il lunedì e il mercoledì dalle 15 alle 18 e il venerdì dalle 11 alle 13, e online su www.liveticket.it

 

Stagione Teatrale 2019-2020 Teatro Savoia - Condizioni vantaggiose per abbonamenti di gruppi

Mer, 16/10/2019

Considerate le numerose richieste pervenute da Istituzioni, Enti, Associazioni, Ordini professionali e singoli gruppi che propongono la sottoscrizione di convenzioni che prevedano abbonamenti a condizioni vantaggiose, allo scopo di facilitare la partecipazione alle rappresentazioni teatrali, si informano gli utenti della seguente iniziativa:

Per gruppi composti da un minimo di 10 (dieci) persone sarà applicato il prezzo ridotto, così come previsto per la Stagione Teatrale 2019-2020.

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Per usufruire della riduzione il delegato del gruppo dovrà recarsi al botteghino, presso il Palazzo GIL, munito dell’elenco nominativo delle richieste di abbonamento, allo scopo di individuare la disponibilità dei posti da impegnare.

Concerto New Trolls - Evento posticipato al 12 e 13 novembre

Lun, 07/10/2019

New Trolls, “Concerto Grosso”
Cambiano le date, il gruppo a Campobasso il 12 e 13 novembre

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New Trolls: cambiano le date dello spettacolo programmato al Teatro Savoia. Il gruppo si esibirà a Campobasso il 12 e 13 novembre prossimi e non, come precedentemente indicato, nei giorni del 26 e 27 ottobre.
A determinare il cambio di programma, un sopravvenuto impegno del leader del gruppo, Vittorio De Scalzi, nominato presidente della Commissione Rai, “Area Sanremo”. In tale veste, proprio nei giorni 26 e 27 ottobre, De Scalzi sarà impegnato nelle audizioni e nella selezione dei brani destinati alla prestigiosa rassegna canora.
Con l’opera “Concerto Grosso”, una delle più importanti del progressive italiano, i New Trolls porteranno a Campobasso uno spettacolo che fonde rock e musica barocca, citazioni dall’Amleto di Sheakespeare, Luis Enriquez Bacalov, Jimi Hendrix.
Per coloro che hanno già proceduto all’acquisto, i biglietti dei concerti previsti il 26 e 27 ottobre varranno automaticamente per le nuove date del 12 e 13 novembre. E’ possibile, inoltre, chiedere il rimborso del biglietto, entro il 25 ottobre, presso il botteghino del Palazzo Gil negli orari di apertura: Lunedì (15:00 – 18:00), Mercoledì (15:00 – 18:00), Venerdì (11:00 – 13:00).
 

 

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