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Due nuovi punti vendita biglietti per gli eventi organizzati dalla Fondazione

Mer, 08/01/2020
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Due nuovi punti vendita dove si possono acquistare i biglietti per gli eventi organizzati dalla Fondazione Molise Cultura. Uno sito a Campobasso e l'altro a Bojano. Qui sotto recapiti e info:

Liveticket Point Tabaccheria Picciano
Tabaccheria Picciano
di Michele Picciano

Via Guglielmo Marconi, 54
86100 Campobasso (CB)
Tel. +39 087497646
lottopicciano@gmail.com

Orario
Lunedì - sabato 08.30-13.00/16.30-20.00


Liveticket Point Bovianum Viaggi - Megatours
Piazza Roma, 58
86021 Bojano (CB)
Tel. +39 0874 773341
info@megatours.it

Orario
Lunedì - Venerdì 08.00 - 13:00 / 16.00 - 19.30
Sabato 08.00 - 13:00

 

IMPRESSIONI DI DICEMBRE. LA PFM CANTA DE ANDRE’ E INCANTA IL TEATRO SAVOIA

Lun, 23/12/2019

 

PFM-Campobasso.jpgC’è il pubblico delle grandi occasioni al Teatro Savoia di Campobasso per il concerto della PFM e la band, capitanata da Franz Di Ciccio, non delude le aspettative. Concerto magistrale, suonato e cantato alla perfezione e impreziosito da una presenza scenica dello stesso Di Cioccio che, a dispetto del tempo, continua a saltare e rullare come ai tempi belli. Quelli passati con Fabrizio De Andrè, ad esempio. Il concerto, infatti, è un omaggio a quell’amico-musicista-poeta incontrato alla fine degli anni ’60, ai tempi de “La Buona Novella” e (re) incontrato nel 1978, in Sardegna, in occasione di un concerto della PFM a Nuoro. Di Cioccio la racconta quella storia: “Fabrizio non aveva la patente – non l’ha mai avuta – e si fece accompagnare da un contadino, suo amico. Non ci vedevamo da otto anni, da quel primo incontro tra il nostro rock e la sua poesia. Noi avevamo a quel punto girato mezzo mondo, ascoltato molti generi e concluso che di genere ne esisteva uno solo: la musica. Lui, invece, era lontano dalle scene, pensava che le sue canzoni fossero ormai datate, fuori moda. Gli dissi: no, Fabrizio, non è così. Allora lui ci invitò per il giorno dopo in campagna, a Tempio Pausania, dove viveva. E fu lì, tra tagliatelle ai funghi e fiumi di vermentino, che nacque una storia nuova, scritta sulla vecchia strada: quella del rock che abbraccia la poesia”.
 
Quello che fu il frutto di quella stagione aurea, è immortalato nei due album live (Fabrizio De Andrè in Concerto – Vol. I e II) che documentano la fortunatissima tournee del 1979. Di tempo adesso ne è passato, Faber se n’è andato nel 1999 e nel 2010, in occasione di quelli che sarebbero stati i suoi settant’anni, la PFM decise che era venuto il tempo per un omaggio all’amico andato. Riscrissero, integralmente, in chiave rock, i pezzi de “La Buona Novella”, l’album che li aveva fatti incontrare nel lontano 1970. Ne nacque un disco: “A.D. 2010 – La Buona Novella”. Questa è la Storia, la cronaca ci trasporta invece al Teatro Savoia di Campobasso, una sera di dicembre poco prima Natale.  
 
C’è il pubblico delle grandi occasioni: giovani, meno giovani e anziani. La PFM ha oltre cinquant’anni di storia e un pubblico trasversale a tante generazioni. La serata, il concerto, la tournee che si sta chiudendo e che ha totalizzato oltre cento concerti, è interamente dedicata al cantautore genovese: “PFM canta De Andrè - Anniversary”, questo il titolo esatto. Venti i brani eseguiti dalla band che apre con “Bocca di rosa”, “La Canzone di Piero” e “Andrea”, un esordio scoppiettante col pubblico già entusiaste che batte il ritmo con le mani e canta in coro. Poi il passo diventa più intimo, e seguono: “Un Giudice”, “Rimini” e la struggente “Giugno ‘73” (“io dico che è meglio esserci lasciati che mai incontrati”) che chiude il primo dei “tre quadri” che compongono il concerto.
 
Il secondo dei “quadri” è un quadro mistico, il vangelo riletto alla maniera di De Andrè, con le sue figure che diventano e restano umane: Cristo, Maria, Giuseppe. E’ qui, in questo punto esatto del concerto, che la fusione tra poesia e rock raggiunge vette di una bellezza straordinaria con arrangiamenti che al rock mischiano la musica progressive e quella classica. Di questa sezione, di questo quadro, è sicuramente “il Testamento di Tito” il pezzo di maggiore impatto.
 
Il terzo “quadro” apre con la commozione. Di Cioccio dal canto torna alla batteria e lascia vuoto il centro del palco. Parte “La Canzone di Marinella” e la voce che gli altoparlanti mettono in circolo dentro al teatro e quella di Fabrizio De Andrè che, per un attimo, torna a vivere. Alla botta, fortissima, di commozione, per contrappeso seguono due pezzi pirotecnici tratti dal periodo sardo di De Andrè: “Zirichiltaggia” e “Volta la Carta”, il primo un canto in lingua gallurese, il secondo una vera e propria giga in stile irlandese; entrambi i brani firmati insieme a Massimo Bubola. “Amico Fragile”, invece, ferma di nuovo il tempo, i battimani e i corpi che ballano dentro i palchi solenni del Savoia. Una canzone struggente, che entra dentro la carne come un artiglio e fa male, come fanno male musica e parole. Poesia altissima:  “è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra”.
 
Il concerto è finito. C’è tempo per il gran finale, con “il Pescatore” e due brani, anzi uno e mezzo, interamente della PFM: “Festa” e un accenno, solo un cammeo, con “Impressioni di Settembre”. Il pubblico è tutto in piedi, una standing ovation tra battimani fragorosi e nostalgie di un tempo che è passato solo negli anni ma che è rimasto impresso fisso nella memoria. Applausi che vanno alla band e che, per estensione, vanno indirizzati anche a Palazzo GIL, sede della Fondazione Molise Cultura, dove l’evento è stato pensato e organizzato.
 
(recensione di Pasquale Di Bello)

 

Avviso - Posticipo al 22 dicembre del Concerto PFM

Dom, 22/12/2019
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PFM, SPOSTATO AD OGGI IL CONCERTO - 22 DICEMBRE ORE 21 TEATRO SAVOIA

Cop-evento-PFM-post.jpgNella giornata di ieri, 21 dicembre, a causa di problemi alla viabilità autostradale, le operazioni di trasferimento dei componenti del gruppo musicale PFM da Reggio Emilia, dove si erano esibiti la sera prima, a Campobasso, hanno subito fortissimi ritardi. La notizia del problema in corso, e la sua entità, che si è via via aggravata, è stata comunicata dal management del gruppo con un ritardo tale da indurre, in un primo momento, a spostare l'ora d'inizio del concerto e, successivamente, ad annullare l'evento.
Pur in assenza di alcuna nostra responsabilità, ce ne scusiamo con il pubblico che ha atteso invano l'inizio dello spettacolo.

In ragione di quanto accaduto, il concerto della PFM è stato quindi differito ad oggi, 22 dicembre, con inizio alle ore 21, sempre presso il Teatro Savoia di Campobasso. Per l'accesso al concerto sarà sufficiente presentarsi all'ingresso con il biglietto precedentemente rilasciato.

Per tutti coloro che fossero impossibilitati a prendere parte al concerto, o che comunque non intendano parteciparvi, è previsto il rimborso integrale del biglietto, entro e non oltre la data di VENERDÌ 27 DICEMBRE . A tal fine, per coloro che hanno acquistato il biglietto online sarà necessario inoltrare richiesta al seguente indirizzo di posta elettronica: info@fondazionecultura.it , avendo cura di allegare copia del biglietto per il quale si chiede il rimborso. Coloro che invece hanno acquistato personalmente il biglietto, potranno ottenere il rimborso recandosi presso il botteghino della Fondazione Molise Cultura, presso Palazzo GIL a Campobasso, con il seguente orario: lunedì (23 dicembre) 9- 13; venerdì (27 dicembre) 9- 13.

Fondazione Molise Cultura

MOSTRA "LE DONNE E L'EMIGRAZIONE"

Ven, 20/12/2019

20 dicembre 2019 - 31 gennaio 2020

Palazzo GIL

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“Le donne e l'emigrazione” è il titolo del nuovo evento espositivo curato dall'Associazione Pro Arturo Giovannitti. La mostra si inserisce nella programmazione culturale pluriennale dal cui titolo “La mia seconda patria”. Tali eventi hanno raccontato passo dopo passo ogni volta con un focus storico differente uno spaccato dell'emigrazione regionale. Abbiamo raccontato dal 2013 a migliaia di persone, ma soprattutto alle giovani generazioni l'emigrazione molisana. Le mostre realizzate durante questo ciclo di programmazione, tutte con un taglio prevalentemente didattico – come questa – hanno avuto lo scopo di sensibilizzare, nonché d'informare le giovani generazioni con la speranza di seminare nelle loro menti paradigmi plurali per una più facile lettura della storia e della società contemporanea (Antonio D'Ambrosio Presidente Associazione Pro Arturo Giovannitti).

In questa occasione l'allestimento pensato per una migliore comprensione e per una didattica efficace, - come un set cinematografico - si sviluppa attraverso “scenografie mobili” e “fotografie parlanti”. Le immagini che si trovano all'interno del percorso espositivo, sono fotografie tratte dagli Archivi Pilone, Brunetti, La Grande Onda, De Vito, Valente e privati. L'apparato iconografico racconta un mondo fatto di donne e bambini la cui vita segue un andamento ciclico quotidiano caratterizzato da un'esistenza precaria, la quale a volte si tinge di speranza nell'atto della “messa in posa” per comunicare, al marito lontano l'attuale condizione (Luca Basilico). Sono narrazioni forti ma altrettanto efficaci attraverso le quali siamo in grado di vedere anche per un
solo attimo la vita trascorsa dei nostri avi. Ad impreziosire la mostra due nuove ricostruzioni scenografiche, realizzate da Franscesco Niro, le quali una rappresenta l'interno di una nave con abiti storici curati dall'Associazione “La Mantigliana” che indicano il percorso dell'emigrazione transoceanica dei primi del '900, e l'altra scena l'ascensore dal quale ci si addentrava nelle cavità delle miniere (Monongah West Virginia 1907 – Marcinelle Belgio 1956). La mostra si conclude con l'attualità: sono state realizzate scene d'impatto che raccontano chi arriva (l'immigrazione) e chi se ne va (la nuova emigrazione giovanile).

Le attività didattiche da realizzare con i ragazzi delle scuole prevedono oltre alla visita guidata anche la partecipazione attiva ed interattiva degli studenti a cui verranno forniti elementi e testi per la realizzazione di “reading emozionanti”.

La mostra allestita presso gli spazi espositivi della Fondazione Molise Cultura, inaugurerà Venerdì 20 alle ore 11.00 con la presenza dell'Assessore ai Molisani nel Mondo Vincenzo Cotugno e resterà aperta fino al 31 gennaio 2020. Seguiranno comunicazioni relative agli orari di apertura. L'evento è organizzato dall'associazione Pro Arturo Giovannitti e promosso dalla Regione Molise Assessorato ai Molisani nel Mondo.

Convenzione con la Fondazione Banco di Napoli

Mer, 11/12/2019
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Sottoscritte le linee guida per lo sviluppo di azioni comuni in ambito culturale

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Sabato 7 dicembre, nella prestigiosa sede di Palazzo De Majo a Chieti, la Fondazione Molise Cultura e la Fondazione Banco di Napoli hanno sottoscritto, con i rispettivi presidenti, Antonella Presutti e Rossella Paliotto, le linee guida per lo sviluppo di un’azione comune in ambito culturale. Si tratta di una partnership di grande valore che pone la Fondazione Molise Cultura al centro di un progetto extraregionale riferito, nell’immediato, sia alla regione Campania che alla regione Abruzzo. In tal senso, uno dei primi progetti comuni sarà la rassegna artistica Poietika verso la quale la Fondazione Banco di Napoli ha manifestato il proprio apprezzamento.
Alla base dell’accordo, le due Fondazioni hanno espresso la comune valutazione circa la sussistenza di interessi convergenti sia in termini artistici e culturali che economici. In tal senso hanno finalizzato la propria collaborazione allo sviluppo, alla promozione e alla realizzazione di eventi culturali; nello specifico: mostre, seminari, manifestazioni, convegni, incontri, concerti.
Inoltre, è stato convenuto lo sviluppo di azioni congiunte con associazioni del Terzo settore, impegnate in progetti di inclusione sociale.
Alla cerimonia di sottoscrizione dell’accordo erano presenti, oltre alla Presidente Presutti, anche il responsabile del Coordinamento della Fondazione Molise Cultura, Sandro Arco, insieme ai due Consiglieri generali della Regione Molise presso la Fondazione Banco di Napoli, Maria Vittoria Farinaccio e Giuseppe Perrella.
 

 

I volti di Poietika - Una mostra di Pino Bertelli

Sab, 30/11/2019

30 novembre - 31 dicembre 2019
Palazzo GIL
Martedì-sabato ore10-13 e 17-20
Domenica ore 17-20

 

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Cosa resta oltre alle emozioni, alle parole, appuntate con la penna e con la forza della memoria, che ci hanno portato in viaggio per il mondo, nella profondità della riflessione sulla bellezza?
Per trenta giorni, negli spazi espositivi della GIL, resteranno le foto di Pino Bertelli e per sempre nei nostri occhi quei volti in bianco e nero colti in una fissità granitica o divertita.
Il pubblico di Poietika, gli ospiti di Poietika costruiscono una galleria di volti che, nella loro intensità, riportano all’intensità di quei giorni, all’impegno ostinato di chi lavorava dietro le quinte, alla riflessività di chi ascoltava, alla forza di chi comunicava.
Sullo sfondo la bellezza di un teatro vivo, colmo, palpitante, lo scenario costante di Poieitka, ma anche gli scorci delle strade, delle chiese cittadine, che costituiscono il contesto complessivo del festival, la sua forza contagiosa.
Qualcuno si ritroverà tra quei visi, qualcun altro in scatti non esposti, ognuno incontrerà pezzi del racconto realizzato con sensibilità d’animo da Pino, gentile combattente, che ci ha accompagnato discretamente in ogni incontro, tra il pubblico e dietro le quinte, spinto da quella curiosità, che si è fatta presenza irrinunciabile e, per così dire, strutturale.
Poieitika si presenta attraverso la sua umanità, l’umanità che affascina Pino Bertelli e alla quale si avvicina in maniera “disordinata” ed insolente, come piace al suo animo anarchico, cogliendone le potenzialità di vita e di novità.
Grazie a lui Poieitka aggiunge una pagina nuova, uno sguardo diverso, si apre a scenari finora inesplorati, impara linguaggi appena saggiati in passato, arricchisce sé stessa.
Ma la mostra è anche la nostra testimonianza ed il nostro tributo a tutti gli uomini, a tutte le donne che hanno viaggiato con noi, credendo nella forza della condivisione e del confronto, che soli consentono di crescere in sensibilità e conoscenza, che soli ampliano gli orizzonti del nostro stare a questo mondo.
Antonella Presutti

 

 

Convegno a Palazzo GIL

Lun, 25/11/2019

30 Novembre 2019 - Ore 16.00
Auditorium Palazzo GIL

 

Organizzato dall’Associazione APS, si terrà il prossimo 30 novembre (ore 16) presso l’auditorium di Palazzo Gil a Campobasso l’evento denominato “TEDx”.

Si tratta del format no-profit del marchio di conferenze statunitensi TED. Il “TEDx” rappresenta per la popolazione della città e della regione in cui viene organizzato una vera e propria porta sul mondo. L’obiettivo è quello di stimolare lo spirito di condivisione e di connessione nella popolazione molisana per farla crescere.

Aiutaci a crescere - Regalaci un libro

Lun, 18/11/2019

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“Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia”
(Luis Sepùlveda)

Grazie al sostegno del pubblico di Poietika 2019, la libreria “Giunti al Punto” di Campobasso, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione“Aiutaci a crescere. Regalaci un libro”, martedì 19 novembre alle ore 12 porterà in dono 30 libri per bambini, presso l’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale regionale Cardarelli.
La donazione rappresenta il 15% degli incassi avuti dal punto vendita della libreria nell’ultima edizione di Poietika, grazie all’acquisto delle opere degli autori presenti durante le tappe del festival.
Ringraziando sin da ora la Regione Molise, Poietika Art Festival metterà in campo un’attenzione particolare verso l’infanzia quando, dalla prossima edizione, grazie all’impegno di Spinoza Costruzioni, realizzerà laboratori di lettura per i più piccoli.
 

“Morire, dormire, forse sognare” - Applausi a scena aperta per i New Trolls

Gio, 14/11/2019
 
New-trolls-recensione.jpgApplausi a scena aperta per i New Trolls al Teatro Savoia di Campobasso. Si è concluso col pubblico tutto in piedi e un fragoroso battimani il primo dei due concerti (12 e 13 novembre ore 21) organizzati dalla Fondazione Molise Cultura nell’ambito del cartellone di eventi programmati per la stagione 2019/20. Una standing ovation preceduta dall’applauso convinto ed entusiasta di un pubblico attento e competente che ha inframezzato tuti i brani proposti dal gruppo guidato da Vittorio De Scalzi. Una performance che ha ripercorso i fasti del “Concerto grosso”, primo e secondo, che ha reso celebre la band all’alba e durante gli anni ’70. Questo, e non solo, perché il gruppo ha poi aggiunto dei bonus alla serata: l’ideale terza parte del Concerto, insieme ad altri classici del gruppo genovese rivisitati e arrangiati in chiave cantautorale con sonorità sofisticate e diverse dai classici schemi della canzone melodica italiana.


Quello del “Concerto grosso” è uno schema classico dove sullo stesso palco si alternano e dialogano l’orchestra, da una parte, e un gruppo di altri musicisti dall’altra. L’intuizione avuta dai New Trolls insieme al Maestro Luis Bacalov che ne scrisse la partitura, è quella di aver sostituito nel “Concerto grosso” il gruppo di musicisti classici con una rock band. Quello che nacque fu una fusione tra due generi, la musica barocca e il rock, che ha incontrato allora come ora i favori del pubblico e della critica.


Tre i movimenti che hanno aperto la serata e che hanno ripercorso integralmente il disco del 1971: Allegro, Adagio e Andante, così come composti dal premio Nobel (Il postino di Neruda) Louis Bacalov. Sin dalle prime battute, familiari ad un pubblico allenato alla grande musica progressive, si intuisce una delle sorprese della serata che contribuirà a rendere memorabile la performance dei New Trolls. Stiamo parlando dell’orchestra Stilnovo diretta dal maestro Roberto Izzo. Un ensemble di eccellenti professionisti che ha dialogato in maniera impeccabile con la band di De Scalzi. Eseguite alla lettera le partiture di Bacalov, arricchite da improvvisazioni di altissimo livello, come quella tra la chitarra elettrica di Andrea Maddalone e il violino di Roberto Izzo che ha chiuso il secondo movimento. Suggestivo, dopo il terzo movimento, l’Andante, l’omaggio a Jimi Hendrix. Un “quarto movimento anomalo", come lo ha definito De Scalzi, composto dai New Trolls subito dopo la morte del leggendario chitarrista americano.


Tra l’esecuzione del primo e del secondo “Concerto grosso” la band, composta oltre che da De Scalzi e dal citato Maddalone, da Roberto Tiranti al basso e Lorenzo Ottonello alla batteria, ha riproposto due brani antecedenti, “Signore Io Sono Irish”, tratto dal primo album dei New Trolls, “Senza Orario e Senza Bandiera”, uscito nel 1968 e nato dalla collaborazione con Fabrizio De Andrè, Giampiero Reverberi e il poeta Riccardo Mannerini, a cui è seguito “Una Miniera”, pezzo uscito come disco singolo nel 1969 e dedicato al drammatico tema, purtroppo ancora di attualità, delle morti sul lavoro. Scavando sempre nel repertorio passato, il terzo brano proposto prima di “Concerto grosso n. 2” è stato “St. Peter’s Day”, tratto dall’album “Searcing For A Land” del 1972, disco composto interamente in inglese. Sono tante le citazioni contenute in quest’ultimo pezzo, dall’architettura musicale alla Genesis ai fraseggi di chitarra e ai cori che richiamano in alcuni passaggi gli Amazing Blondel.


E arriviamo al 1976, quando esce la seconda parte di “Concerto grosso n. 2”. Anche questo lavoro, scrito sempre da Bacalov, è una composizione in tre movimenti come la precedente. Quello che cambia, dal ’71 al ’76, è la tecnologia e la possibilità di utilizzare nuovi sintetizzatori, una virata verso territori musicali inesplorati che sono apparsi come per magia al Savoia quando le dita di De Scalzi, scorrendo sulla tastiera Roland, hanno partorito una sezione di trombe e di fiati mirabilmente sintetizzati dai circuiti elettrici. Anche qui, dopo i tre tempi, altre citazioni dal passato. E’ il caso de “Le Roi Soleil”, rock progressive all’estrema potenza, presente sul secondo lato di “Concerto grosso n. 2”, una facciata molto diversa dalla principale, come accaduto con il disco precedente dove sul lato B di “Concerto Grosso per i New Trolls” c’era una lunghissima improvvisazione della band di oltre ventidue minuti. Per il battimani di un pubblico estremamente coinvolto, composto da palati fini, c’è spazio anche per una cover di Gilbert Becaud, “Je t’appartiens” ribattezzata “Let It Be Me”, “una canzone che - dice De Scalzi tornando indietro nella notte dei tempi - ascoltavamo in un posto chiamato Club ’64, quando il termine Dj ancora non esisteva ma si diceva, semplicemente, ‘quello che mette i dischi’”. Il canto in falsetto, i cori, l’impasto vocale raffinato, un finto colpo di tosse a cui segue una ripartenza perfetta a più voci, il finale blues sono gli ingredienti che fanno di “Let It Be Me” un altro dei punti alti della serata.


Andando avanti, ai primi due si aggiunge un terzo tempo per “Concerto grosso”. Bacalov non c’è più ma il confronto tra i New Trolls e la musica barocca continua anche negli anni duemila. L’ideale seguito dei due precedenti prende il nome di “The Seven Seasons” (2007). Le “sette stagioni” si aprono con una overture a cui segue un divertissement chiamato “Barocco ‘n Roll”, violini e orchestra mescolati al classico riff del rock and roll. Alle schitarrate segue, quasi per contrappasso, un tempo “larghetto” e un suono meraviglioso di oboe che si alza dall’orchestra Stilnovo introduce il brano “One Magic Night”, impreziosito dalla voce soprano di Flavia Colagioia, una presenza femminile che appare solo per pochi minuti, un cameo che rappresenta però un momento altissimo del concerto. Il tempo “ostinato” della title track, “The Seven Season”, introdotta dal violino del maestro Izzo, chiude la parte concertistica della serata. E poi … poi il resto. Cinquant’anni di carriera sono tanti e c’è spazio per un paio di classici pop dei New Trolls, completamente rivisitati e sui quali svetta la chitarra acustica suonata da De Scalzi. Il salto nel tempo torna al 1978 con “Aldebaran” e una versione di “Quella Carezza della Sera” eseguita alla James Taylor. Il pubblico sembra trapassato da una scarica elettrica e canta in coro quello che poteva apparire un punto di caduta del concerto una volta lasciata la musica barocca e il progressive e che, invece, trasfigurata da De Scalzi e soci diventa un regalo inatteso. E poi il finale, con due citazioni. La prima per la gente che ancora muore di lavoro, e la band che esegue nuovamente “Una Miniera”, e poi la citazione più alta di tutta la musica suonata, di tutte le sere passate con gli strumenti in mano, di tutti i palchi calcati, di tutti i chilometri percorsi in lungo e in largo per l’Italia e fuori dal Paese: Shakespeare. Il gruppo chiude con un bis dalla suggestione straordinaria: l’Adagio, il secondo movimento da “Concerto Grosso per i New Trolls”. “To die, to sleep, maybe to dream”, “morire, dormire, forse sognare”: De Scalzi canta uno dei versi più famosi dell’Amleto shakespeariano. Si ha la sensazione che quel tempo d’oro, incastonato all’alba dei ’70, dato per morto, sia solo un tempo rimasto addormentato, un tempo sognato che il pubblico presente al Savoia, per una notte, è tornato a sognare. Si accendono le luci. Tutti in piedi a battere le mani per i New Trolls che, come sciamani, hanno rimesso indietro le lancette del tempo, e per l’orchestra Stilnovo, tutta fatta da giovani e da gente che in quel tempo passato non c’era ma che ha dimostrato, senza alcun dubbio, che ci poteva stare a testa alta.

Molise Flash - Giada De Santis, Reenact in esposizione alla Gil il forte legame con il Molise - Mostra fotografica

Gio, 14/11/2019

 Dal 20 novembre al 1 dicembre 2019
Da Martedì al sabato dalle ore 10. 00 / 13.00 e dalle 17:00 / 20.00
Domenica 17.00 / 20.00
Palazzo GIL

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L'intenso e profondo legame con il Molise in cui il tempo pare essersi fermato, nelle immagini intessute di terra e sangue. Stacchi atemporali, finestre nella memoria dello spirito molisano.
L'orologio si ferma, nelle piaghe di una storia sussurrata, umile e genuina. Sono queste le emozioni della mostra Reenact che raccoglie le splendide immagini della giovane fotografa Giada De Santis. La mostra è aperta al palazzo Gil con ingresso in via Gorizia, dal 20 novembre fino al 1 dicembre, questi gli orari: dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, la domenica dalle 17 alle 20.
L'esposizione rientra nel progetto "Molise Flash", l'iniziativa di valorizzazione dei talenti locali, accanto ai grandi nomi che la Fondazione Molise Cultura ha ospitato per celebrare l'anno della fotografia.

 

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