L'intimità del genio

Picasso, l’intimità del genio

intimita.jpgPicasso, il genio, l’artista, interprete di altri artisti e culture, inventore di nuovi modi di espressione pronto sempre a cambiarli in nome di un’idea, si rivela nelle sue vesti più intime e riservate.

La mostra allestita presso il palazzo GIL di Campobasso raccoglie circa 200 opere, in cui si rappresentano l’intimità e i sentimenti più personali che hanno accompagnato la produzione artistica di Picasso. Ceramiche e grafiche, arti che generalmente si definiscono “applicate”, diventano primarie, per il Maestro andaluso sono Arte e basta.
La forza e la bellezza della grafica originale e della ceramica di questa mostra è rappresentazione personale della vita di Picasso, un getto autobiografico che indaga, con particolare riguardo, alle donne e al teatro, al balletto e alle arti tutte.

Le incisioni, sintesi della sua tecnica, sono presenti in mostra con 5 serie per oltre 160 opere che, come un componimento, mostrano globalmente le evoluzioni e le trasformazioni dell’artista.

Le stampe di Picasso evidenziano la sua capacità intuitiva di riconoscere e sfruttare le possibilità inerenti a qualsiasi mezzo con cui sceglie di lavorare; appresi i metodi tradizionali di creazione di un particolare mezzo di stampa (come ad esempio incisione da una lastra di metallo piatta), Picasso è solito sperimentarlo ulteriormente perseguendo nuove direzioni.

Le ceramiche, con cui Picasso si riscopre eterno bambino, lo conducono verso un nuovo gioco che egli sviluppa attraverso tutta una serie di idee e progetti. Quando Picasso inizia l’attività ceramica, approfondisce contemporaneamente l’intuizione e l’energia presente nelle incisioni; segno e materia, due linguaggi, due tecniche diverse con un vigore incredibile.

La mostra si chiude idealmente con un pezzo unico, la straordinaria litografia Arlecchino. A partire dal 1905, il blu diventa rosa nella pittura di Picasso, e insieme al cambiamento cromatico, si inserisce anche quello tematico, lasciando da parte gradualmente i temi marginali o dolcificandoli nelle scene di circo e nelle rappresentazioni della donna. Il tema degli acrobati nasce dall’impatto che provoca sull’artista la visione degli spettacoli delle troupe ambulanti che vede nella “Esplanade des Invalides” nel 1904, o che contempla nel Circo Medrano, istallato ai piedi della collina di Montmartre.

Nelle opere in ceramica si esprime tutta la forza della fantasia creatrice di Picasso, in un momento particolarmente felice della sua esistenza, un linguaggio espressivo che lo accompagna per il resto della vita intrecciandosi, indissolubilmente, con i suoi lavori su tela, le sue sculture e la sua grafica.

Quando nel 1946, visitando la mostra annuale dei maestri vasai di Vallauris, Picasso incontra fortuitamente Suzanne e Georges Ramié proprietari di una fabbrica di ceramica il laboratorio Madoura, e sospinto dalla sua irrefrenabile curiosità, muove i suoi primi passi nell’arte ceramica. Quest’attività gli offre nuovi orizzonti creativi attraverso la malleabilità della terra e la magia della cottura al forno che svela i colori sgargianti dello smalto e la brillantezza delle vernici.

Picasso scultore modella la creta per farne fauni e ninfee, fonde la terra come se fosse bronzo, decora instancabilmente piatti con i suoi temi preferiti (corride, donne, civette, capre…), si avvale di frammenti di pentole, materiali di fornaciata oppure mattoni rotti, inventa le paste bianche che sono ceramiche non smaltate decorate con elementi in rilievo.

La terracotta è dipinta, alcune volte smaltata, con l’aggiunta di elementi che non c’entrano nulla con la tradizione della produzione ceramica e la trasforma; un gioco di forme e silhouette che si diverte a sfruttare con la sua fantasia.

In Picasso la ceramica non è sintesi e tecnica, ma nuova poetica di rappresentazione, è il processo, è il risultato che deriva prima dall’idea, poi dalla tecnica.
In questa mostra, vi è una successione ben definita di periodi in cui alcune tecniche incisorie predominanti hanno segnato profondamente la sua produzione.
Per Picasso l’attività incisoria non fu per niente accessoria rispetto a quella pittorica, anzi si può dire il contrario. Il Picasso grafico produsse in vita più di 2.500 incisioni (spesso stampate da sé), e per originalità e capacità innovativa nell’uso delle varie tecniche fu con ogni probabilità il più grande incisore del Novecento.

Un'occasione unica per penetrare in quest’universo picassiano, complesso, ricco e appassionato, in cui l'artista riflette sull'amore, la vita e l'arte, con una curiosità e inventiva frenetica che conserva fino alla fine della sua vita.

Piernicola Maria Di Iorio

 

Info e biglietteria