Teatro Savoia - La Storia
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Introduzione

Il Teatro Savoia, collocato nella prima espansione ottocentesca della città di Campobasso, immediatamente fuori la cinta muraria medioevale fa parte di un isolato ubicato all'incrocio tra Via Marconi e Piazza G. Pepe con ingresso principale su quest’ultima.
L’intero complesso di cui fa parte il Teatro venne edificato negli anni 1923/25 sull'area dell'ex teatro Margherita, su quella di alcune casette addossate alla Cattedrale e sul suolo offerto gratuitamente dal Comune eliminando il collegamento con via Marconi. Nell’isolato trovarono posto oltre al Teatro, l’Hotel San Giorgio (chiuso nel 1977), la Banca Popolare, i bagni diurni, diversi negozi ed alcune abitazioni private.

Teatro Margherita

Il Teatro Margherita fu inaugurato il 20 novembre 1894.
“Fu costruito in sostituzione del Teatro Gammieri, distrutto da un incendio e dedicato al compositore campobassano Erennio Gammieri, all’epoca maestro concertatore al Teatro imperiale di Pietroburgo.”
(Ada Trombetta, Campobasso tra ‘800 e ‘900. Le cartoline raccontano, Campobasso, Lampo, 1987, p. 66). da: Ada Trombetta, Dai borghi alle contrade, Campobasso, Arti grafiche La Regione, 2001 L’edificio, “in legno con rivestimento a mattoni e stucchi”, fu costruito su iniziativa privata, “richiese due mesi di lavoro e circa £.30.000 di dispendio” ed era “capace di accogliere da 600 a 700 persone”
(G. Masciotta, Il Molise dalla origini ai nostri giorni. Vol II, Napoli, Pierro, 1915, p.78).
 

Teatro Sociale

Il Teatro Sociale fu inaugurato il 3 aprile 1926, costruito a cura della S.A.I.T. (Società Anonima Impresa Teatro) su suolo concesso gratuitamente dal Comune
(“La rivista del Molise”, a.I (1926), nn. 2 –18).

“La società era composta da Giuseppe Petrucciani, presidente, Raffaele Colitti, vice presidente, Luigi Barone, consigliere delegato, Gennaro Nocera, segretario, F. Barone, P.Colitti, consiglieri.
I lavori furono eseguiti dall’impresa Giovagnoni e Nicotera, mentre la direzione dei lavori fu affidata all’ing. Antonio Raffaele Battista di Larino.
Gli affreschi interni furono realizzati da Arnaldo de Lisio di Castelbottaccio, le vetrate dalla ditta Giovanni Vincenzo e figli di Baranello, i lavori in ferro battuto dagli artisti della famiglia Tucci di Campobasso”

(Lino Mastropaolo, Arti visive nel Molise. 1920­1950, Ferrazzano, Edizioni Enne, 2000, pp. 21­25).

Fu inaugurato il 3 aprile 1926 (sabato santo) con la rappresentazione di Tosca, opera di Giacomo Puccini, a cui seguirono Rigoletto di Giuseppe Verdi, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo
(“Le aquile”, a. III (1926), n. 7; “Il giornale d’Italia”, 6 aprile 1926).

Successivamente, divenuto di proprietà di Raffaele Colitti, mutò la denominazione in Teatro Savoia (Eduardo Di Iorio, Campobasso. Itinerari di storia e di arte, Campobasso, Arti grafiche La Regione, 1978, pp. 121­124).

Teatro Savoia

“L’edificio non mostra particolari caratteristiche; un corpo architettonico unitario di forme assai controllate e semplici, caratterizzato unicamente dalla teoria delle finestre. L’elemento qualificante all’esterno sono i dettagli di finitura, soprattutto le eleganti balaustre delle finestre e dei balconi e le lampade sul fastigio centrale; realizzate, le prime, da Giuseppe Tucci ed, i secondi, dal padre Nicola negli anni 1926­1927.
Va notata ... la varietà dei motivi ornamentali ispitata a creazioni di provenienza francese: il nastro più volte intrecciato, a comporre armoniche geometrie nei balconi del primo piano, arricchito di tralci fioriti e di sinuose spirali o la bella invenzione delle balaustre del secondo ordine, pensate quasi a suggerire il disegno delle ali di una farfalla. Le lampade in aggetto che sovrastano la facciata principale, un’invenzione, sono tra gli oggetti più formalmente compiuti della stagione liberty campobassana”

(Dora Catalano, Itinerari. Il Liberty a Campobasso e provincia, Campobasso, EPT, 2002).
 

La struttura storica del teatro

Il teatro presenta una zona di ingresso dalla quale si accede al foyer ove, nella parte alta delle pareti sono rappresentati luoghi caratteristici e rappresentativi del Molise e di Campobasso oltre che a scene di vita quotidiana della popolazione molisana dipinte da Arnaldo De Lisio e datate 1925.
Dal foyer si può accedere alla platea. Da qui si diramano le due scale per la salita ai palchi. La platea ha forma di “ferro di cavallo”, su cui si affacciano quattro ordini di palchi. E’ coperta con volta a schifo ribassata, anch' essa affrescata da Arnaldo de Lisio con disegni raffiguranti il Trionfo dei Sanniti.
All'interno della platea, l'illuminazione è garantita da applique in ferro lavorato realizzati, al pari delle ringhiere delle scale interne, dall’ artista campobassano Giuseppe Tucci.
Il teatro è arricchito dagli stucchi dorati posti sulle balaustre dei palchetti e da putti sui terminali delle colonne che delimitano i palchi. Il golfo mistico, con una capienza di 30­-40 orchestrali, separa la platea dal palcoscenico. Il palco, circondato sui lati dai camerini, è di forma trapezioidale (base minore di 11 metri, base maggiore di 12,5 ed altezza di 9,50) e risulta composto da un piano di calpestio in tavolato inclinato verso la platea. La canna vuota del palco, sino alla graticcia, risulta avere un’altezza di metri 15,25; il boccascena di metri 8 in altezza e 9,20 in larghezza, è anch’esso in legno con paraste e fregi dorati. La chiusura del boccascena è assicurata dall’arlecchino e dal sipario.