Il Teatro
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Piantine Teatro

 

Il Teatro Savoia

 
Le operazioni di restauro del Teatro Savoia sono stati graduali sin dall’acquisto da parte dell’Amministrazione Provinciale di Campobasso avvenuta nel 1993. Nel corso degli anni è maturata una prima sostanziale fase di riscatto del teatro stesso che si è visto restituire alla sua vera funzione e destinazione di struttura al servizio della collettività, in relazione alle aspettative ed alle richieste della popolazione che auspicava avvenimenti ed eventi spettacolari sempre più professionali, nazionali ed internazionali di grande rilievo culturale. Stagioni teatrali e musicali di pregio hanno caratterizzato, infatti, quegli anni fino all’inaugurazione ufficiale avvenuta il 25 marzo 2002 alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con il concerto inaugurale dell’Orchestra Sinfonica del Molise.
Da quella data ad oggi è realtà la progettazione delle opere relative alla “ristrutturazione, restauro e riqualificazione del Teatro Provinciale Savoia”.
 

Struttura

La struttura che ospita il teatro è inserita in un complesso edilizio, situato nel centro della città. In esso sono presenti, oltre al teatro, negozi, abitazioni, bar ed attività di ristorazione attraverso il riutilizzo dei locali dell’ex albergo San Giorgio, in attività fino agli anni settanta. La tipologia del teatro era quella classica denominata “all’italiana”, con platea a ferro di cavallo intorno a cui si sviluppano quattro ordini di palchi.

 
Finalità e caratteristiche del progetto

Lo Spettacolo, in tutte le sue espressioni, è dentro la natura umana ed ogni luogo ove si svolgono azioni che si impongono all’attenzione di più spettatori è definibile Teatro, luogo di spettacolo. Con il passare dei secoli i modi di rappresentare lo spettacolo sono mutati profondamente, ma il senso del Teatro e dello Spettacolo non è mai venuto meno. Sono cambiate le forme, i materiali scenografici per ambientare gli eventi; si è passati dagli ambienti naturali a quelli costruiti con elementi pittorici, fino ad arrivare alle costruzioni più complesse. E’ entrata in scena la tecnologia, non intesa come forma di reinvenzione del Teatro, ma come impiego delle moderne conoscenze per la creazione di mezzi e attrezzature in grado di migliorarne le condizioni di attività. Partendo da quest’ultima considerazione ed in relazione alle numerose trasformazioni succedutesi nel corso degli anni, si è potuto porre rimedio solo operando una ristrutturazione e una riqualificazione completa del teatro e dell’edificio. L’intervento progettuale è stato mirato a salvaguardare tutto ciò che della struttura era originario, riproponendo forme e caratteristiche tipiche del teatro all’italiana, riorganizzando sia gli spazi per gli addetti ai lavori che quelli di scena in modo da permetterne un utilizzo funzionale, adeguato alla realtà attuale.

 
Peculiarità  

Partendo dall’impostazione classica a golfo mistico funzionante oggi si ha la possibilità di avere differenti soluzioni di spettacolo (allestimento a platee contrapposte, sala conferenze, lirica, musica e cinema), mediante un meccanismo mobile che garantisce spettacoli in cui la scena si sposta in posizione centrale e, quindi, di consentire rappresentazioni a platee contrapposte.
Grazie all’estrema versatilità di queste strutture motorizzate è possibile trasformare continuamente, adattandolo alle varie esigenze di spettacolo, la struttura teatrale che diventa valida sia per spettacoli quali l’opera, l’operetta, spettacoli musico-teatrali o soltanto teatrali in cui sia necessario un ulteriore spazio anteriore al proscenio ma anche per spettacoli di teatro di parola, cabaret, monologhi, teatro globale e d’avanguardia, teatro sperimentale dove, nella maggior parte dei casi vengono esaltati dalla possibilità di avere il pubblico tutto intorno e che, inseriti in un contesto di “teatro all’italiana”, godono di tutta la bellezza degli spazi e degli arredi fino a costituire un effetto emozionante.

 
Affreschi e decori

Le superfici coinvolte dal restauro hanno riguardato i dipinti e gli stucchi del Foyer, i soffitti dipinti da Arnaldo de Lisio nel 1925, i quattro ordini di palchetti decorati con stucchi dorati, i pilastri con gli angioletti nella parte terminale, i sottopalchi e l’arco scenico. L’intervento ha avuto finalità conservative, cioè mirate a fermare il degrado delle opere ed a risanare tutte quelle situazioni che avrebbero portato alla distruzione della materia. Inoltre si è cercato di recuperare il più possibile l’aspetto estetico del teatro, che al momento dell’intervento sembrava compromesso a causa delle diverse mani di tinteggiature che appiattivano molte decorazioni e contribuivano a dare una lettura falsata dell’opera.
 

Intervento di restauro

Per favorire il complesso intervento di recupero funzionale e strutturale dell’intero stabile, è stata compiuta una ricerca fotografica dal fondo Trombetta, propedeutica alla conoscenza dello stato originario dell’opera e consentire di poter operare in modo mirato. In ogni caso le cadute di colore più estese non sono state ricostruite ma integrate con una tonalità in accordo con quella originale. Per poter invece integrare le piccole parti mancanti, sono state utilizzate le fotografie coeve alla realizzazione del dipinto (sempre dal fondo Trombetta). I rifacimenti a tempera, riguardanti le figure sono stati modificati su indicazione delle fotografie in bianco e nero in accordo con la direzione scientifica della Dott.ssa D.Catalano della Soprintendenza del Molise.